L'artigianato in terra ciociara ha rappresentato sempre, fin dai tempi dell'antica Roma e fino all'ultimo dopoguerra, una attività produttiva di primaria necessità.

Lungo i vicoli dei centri storici dei nostri paesi, le botteghe degli artigiani sono sempre state fiorenti ed hanno rappresentato un importante settore dell'intero tessuto economico del territorio.
Sebbene l'avvento della produzione industriale abbia inflitto un duro colpo a quella artigianale, oggi operano ancora diverse attività, che hanno assunto una valenza artistica, molto ricercata dai consumatori più attenti. Molto sviluppata, soprattutto nella zona di Sora, è l'industria del mobile, oramai affermata a livello nazionale, ma che racchiude comunque una componente artigianale, che si esprime nei pregevoli intarsi fatti a mano dai bravissimi falegnami intagliatori, che operano da secoli nella zona.
Nel Centro Fieristico di Sora, ogni anno, si svolgono delle mostre mercato del mobile industriale-artigianale, che richiamano sempre un gran numero di visitatori. Il legno è la materia prima per la realizzazione di diversi utensili, soprattutto attrezzi agricoli, che richiamano la tradizione contadina della nostra terra, ed altri oggetti ancora in uso nelle case moderne: mestoli, cucchiai, contenitori per alimenti, come le tipiche "scifette", vassoietti in legno tradizionalmente utilizzati come piatti per fettuccine, gnocchi e polenta.
In molti centri della provincia vengono realizzati a mano cesti, canestri, sporte in vimini e vinchio, oltre alle tradizionali sedie di legno rustico e paglia intrecciata. Un'altra produzione di notevole rilievo è quella del ferro battuto, principalmente concentrata a Veroli, dove ogni due anni si tiene la Biennale del ferro battuto, alla quale partecipano gli artigiani provenienti da tutto il paese e dall'estero che, durante la manifestazione, forgiano il metallo direttamente sotto gli occhi del visitatore.
Le creazioni più ricercate sono letti, lampadari, cancellate, ringhiere. Altro metallo lavorato per la produzione di oggetti tradizionali è il rame, che viene forgiato in diverse forme e per diversi scopi. L'oggetto in rame per eccellenza, che incarna il simbolo della terra di Ciociaria, è il "concone", recipiente utilizzato un tempo dalle donne per attingere l'acqua, cui oggi è attribuita una funzione squisitamente ornamentale. Un'altra attività produttiva, tra l'industria e l'artigianato, è quella della lavorazione dei marmi estratti dalle cave locali, in particolare quelle di Coreno Ausonio, il cui marmo, noto come il "Perlato Royal", è molto richiesto dal mercato internazionale.
Grazie alla bravura dei marmorai ciociari, veri e propri scultori della pietra, particolarmente presenti nella Val di Comino e nella zona di Anagni per quanto concerne la lavorazione del travertino, vengono realizzati manufatti pregevoli destinati a valorizzare esteticamente gli interni e gli esterni di edifici e costruzioni. Tra le forme di artigianato artistico, non si possono non citare i pregevoli ricami realizzati dalle mani abili delle donne ciociare.
Purtroppo questo tipo di attività, tramandata di madre in figlia, va quasi scomparendo, e sono sempre meno coloro che praticano questo tipo di lavorazione, ma ciò ha contribuito ad incrementare il valore dei capolavori realizzati: lenzuola, tovaglie, asciugamani e quant'altro destinato a costituire il prezioso corredo di una sposa, vengono ancora oggi impreziositi da ricami, su commissione, il più delle volte da religiose presenti negli istituti di Boville Ernica, Veroli, Arpino, Isola del Liri. Molti dei più pregiati paramenti sacri ricamati a mano vengono ancora oggi realizzati ad Anagni, la città dei papi.
Va ricordata la lavorazione del cuoio, un tempo destinata alla produzione delle "ciocie", altra icona, insieme al concone, della tradizione ciociara. Si tratta di rudimentali calzature indossate dai contadini ciociari, formate da un plantare di cuoio legato, dalla caviglia al polpaccio, con stringhe sottili. Un tempo scarpe dei poveri, oggi rappresentano il souvenir più famoso della Ciociaria.